Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

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Quaresima 2002

Programma

13 febbraio - Mercoledì delle Ceneri
Ore 17.00    S. Messa e Imposizione delle Ceneri

17 febbraio - Prima Domenica di Quaresima
Ss. Messe: 7.30 - 9.00 - 10.30 - 12.00 - 18.30
Ore 17.00    Stazione quaresimale: Convocazione in Basilica Superiore e processione penitenziale verso la Basilica Inferiore. Concelebrazione eucaristica presieduta da S. E. Mons. Sergio Goretti, Vescovo di Assisi.

18 - 19 - 20 febbraio
Basilica Inferiore: Adorazione eucaristica
Ore 15.00 Santa Messa ed esposizione del SS. Sacramento
Ore 17.00 Celebrazione dei Vespri e benedizione

Ogni venerdì di quaresima:
Basilica Inferiore
Ore 18.00 Celebrazione dei Vespri e liturgia della "Corda Pia" .

La Via Crucis "cittadine" terminerà a San Francesco nei giorni:
22 febbraio, ore 20.45: Piazza S. Chiara - Via S. Agnese - Piazza Vescovado - S. Pietro - Basilica Inferiore S. Francesco
1 marzo, ore 20.45: Chiesa S. Maria sopra Minerva - Via Metastasio - Santa Margherita - Basilica Inferiore
8 marzo, ore 20.45: Piazza S. Rufino - Piazza del Comune - Via s. Francesco - Basilica Superiore S. Francesco

Ogni giorno è possibile celebrare il sacramento della riconciliazione:
Basilica Inferiore - Cappella della Riconciliazione, ore 7.00 - 12.30 15.00 - 17.50

Stazione quaresimale

L

e "stazioni" quaresimali appartengono alla più antica tradizione della Chiesa. Hanno lo scopo di santificare la Quaresima, il periodo più impegnativo dell'anno liturgico che ci conduce rinnovati alla celebrazione del mistero pasquale.
    Esse sono:
- una riunione liturgica o pellegrinaggio di tutto il popolo cristiano
- presso le chiese più significative della nostra città, in ricordo, imitazione e implorazione della Madonna e dei santi
- per metterci in stato di conversione e vivere l'unità della Chiesa attraverso
§ la preghiera comune
§ la proclamazione e l'ascolto della Parola di Dio
§ la celebrazione dell'Eucaristia

Corda Pia

P

er Francesco è CRISTO POVERO E CROCIFISSO la "buona notizia", la "via", la "porta" del Regno di Dio. Francesco fonda ogni suo pensiero e prassi cristiana nel mistero della kénosis: del Cristo spogliato dalla gloria divina a Betlem e perfino dalla forma umana sul Golgota (Scritti, FF 303, 285). Cristo è il "Fratello" solidale con l'umanità afflitta dal male fisico, morale, sociale (Scritti, FF 201).
Di fronte al Cristo che nell'autofferta totale rivela il Dio Amore Oblativo, l'atteggiamento di Francesco è di illimitata fiducia e quindi di totale, autoconsegna, fino all'immedesimazione perfetta: sulla Verna ne è segnato anche nel corpo, con le stimmate. Tale atteggiamento lo ha espresso in un costante, stretto rapporto fatto di momenti di intimo incontro/confronto, ascolto/studio, contemplazione/adorazione, solidarietà imitativa, consegna apostolica al popolo di Dio. Per Francesco il Crocifisso è via a Dio carità, all'uomo, a1 creato, anch'esso gemente nell'attesa della rivelazione dei figli di Dio (Rm 8,19).
Il binomio celebrativo Francesco Stimmatizzato-Cristo Crocifisso cominciò ad affermarsi nella letteratura con Fra Elia Vicario. "Francesco apparve crocifisso", ebbe ad annunciare al momento della morte del Padre e Fratello (1226). Nell'arte, invece, la prima illustrazione esplicita della Passio Christi - Compassio Francisci ebbe luogo con l'anonimo Maestro di San Francesco nella chiesa inferiore o antica cripta che ospita il suo corpo (1250 - c). Da tale accostamento mistico, che raggiunse il massimo della consapevolezza alla fine del Trecento con il Liber conformitatum di Fra Bartolomeo da Pisa, ebbe origine ad Assisi il pio esercizio della Corda Pia.
All'inizio veniva celebrata nella cappella di san Giovanni Battista, dove si trovava il bellissimo Crocifisso ligneo "schiodabile" realizzato nel secolo XV in sua funzione, ora issato nella cappella di santa Caterina.
Nel '600 sulle pareti dello spazio antistante questa cappella furono dipinti i 4 profeti maggiori del "Servo Sofferente" con sette scene della Passione, coronate in alto dai simboli della stessa e, nella volta, dal1'immagine del Padre eterno cui angeli presentano il mondo riscattato dal Figlio. Alle basi dell'arcone della stessa cappella sono i due busti dei santi Francesco e Antonio, guide spirituali dei frati e popolo in contemplazione del Dio Crocifisso. La pratica paraliturgica - una volta celebrata in modo più 'spettacolare?' secondo metodi più giullareschi tipici dello stile pastorale molto icastico del Santo - intendeva aiutare il fedele a vestirsi dei sentimenti che furono in Cristo Gesù, "obbediente a Dio Padre fino alla morte di Croce (Fil 7,8).
È difficile risalire agli anni precisi della prima formulazione del pio esercizio, nato nel clima della devotio moderna. Nel 1337, al Capitolo generale di Cahors, era stata istituita la festa liturgica delle Stimmate di San Francesco. In un documento del 1600 la paraliturgia è detta "Litanie di Gesù", per il ritmo ripetitivo dei testi principali, contemplativi del Redentore e di Francesco, segnati dalle ferite, prezzo della Redenzione. Oggi è nota come "Corda pia" ("I Cuori pii") dalle prime parole che aprono l'inno processionale iniziale. La formula adottata fino a qualche diecina di anni fa risaliva alla seconda metà del '600, dovuta al pio Ministro Generale dell'Ordine Filippo Gesualdi da Castrovillari, che l'aveva rinnovata utilizzando testi più antichi.
Secondo il cerimoniale dell'Ordine del 1631, redatto in ottemperanza alle Costituzioni Urbane del 1628, veniva celebrata tutti i venerdì dell'anno, esclusi quelli vicini a Pasqua e Natale. Durante i secoli, frati Maestri di Cappella famosi hanno musicato i testi, rendendo il pio esercizio sempre più suggestivo e celebrato non solo dai frati e fedeli di Assisi.
La Corda pia rimane la più antica delle devozioni al Cristo Crocifisso conosciute oggi nell'Ordine francescano, ed è unica nella intenzione di abbinare il tema delle stimmate di Cristo e di Francesco d'Assisi. La legittimazione teologica e spirituale della funzione paraliturgica si fonda in quel di Pietro Apostolo: "Con le sue piaghe noi siamo stati
Salvati" (I, 2, 24).
Certamente ri-formabile in alcuni suoi punti (testi biblici e francescani) secondo il gusto dei tempi, il pio esercizio della Corda Pia viene offerto ancora oggi a frati e popolo come particolare momento contemplativo quaresimale. Una sua celebrazione ottimale non può prescindere da una catechesi che aiuta nella riscoperta del suo spirito e dei suoi intenti originari, più che mai proponibili per la loro validità evangelica e originalità francescana.

Inno Corda Pia inflammantur

S'infiammano i cuori devoti
Mentre di Francesco si celebrano
I gloriosi segni della Passione

Non ci accada di gloriarci
Se non della Croce salvifica,
sull'esempio di Francesco.

Infatti sul monte l'uomo pio,
vigile, nudo e pieno di zelo,
si abbandona a gemiti inesprimibili.

  
 


 
 



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