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er Francesco è CRISTO POVERO E CROCIFISSO la "buona notizia", la
"via", la "porta" del Regno di Dio. Francesco fonda ogni suo pensiero
e prassi cristiana nel mistero della kénosis: del Cristo spogliato dalla gloria divina a
Betlem e perfino dalla forma umana sul Golgota (Scritti, FF 303, 285). Cristo è il
"Fratello" solidale con l'umanità afflitta dal male fisico, morale, sociale
(Scritti, FF 201).
Di fronte al Cristo che nell'autofferta totale rivela il Dio Amore Oblativo,
l'atteggiamento di Francesco è di illimitata fiducia e quindi di totale, autoconsegna,
fino all'immedesimazione perfetta: sulla Verna ne è segnato anche nel corpo, con le
stimmate. Tale atteggiamento lo ha espresso in un costante, stretto rapporto fatto di
momenti di intimo incontro/confronto, ascolto/studio, contemplazione/adorazione,
solidarietà imitativa, consegna apostolica al popolo di Dio. Per Francesco il Crocifisso
è via a Dio carità, all'uomo, a1 creato, anch'esso gemente nell'attesa della rivelazione
dei figli di Dio (Rm 8,19).
Il binomio celebrativo Francesco Stimmatizzato-Cristo Crocifisso cominciò ad affermarsi
nella letteratura con Fra Elia Vicario. "Francesco apparve crocifisso", ebbe ad
annunciare al momento della morte del Padre e Fratello (1226). Nell'arte, invece, la prima
illustrazione esplicita della Passio Christi - Compassio Francisci ebbe luogo con
l'anonimo Maestro di San Francesco nella chiesa inferiore o antica cripta che ospita il
suo corpo (1250 - c). Da tale accostamento mistico, che raggiunse il massimo della
consapevolezza alla fine del Trecento con il Liber conformitatum di Fra Bartolomeo da
Pisa, ebbe origine ad Assisi il pio esercizio della Corda Pia.
All'inizio veniva celebrata nella cappella di san Giovanni Battista, dove si trovava il
bellissimo Crocifisso ligneo "schiodabile" realizzato nel secolo XV in sua
funzione, ora issato nella cappella di santa Caterina.
Nel '600 sulle pareti dello spazio antistante questa cappella furono dipinti i 4 profeti
maggiori del "Servo Sofferente" con sette scene della Passione, coronate in alto
dai simboli della stessa e, nella volta, dal1'immagine del Padre eterno cui angeli
presentano il mondo riscattato dal Figlio. Alle basi dell'arcone della stessa cappella
sono i due busti dei santi Francesco e Antonio, guide spirituali dei frati e popolo in
contemplazione del Dio Crocifisso. La pratica paraliturgica - una volta celebrata in modo
più 'spettacolare?' secondo metodi più giullareschi tipici dello stile pastorale molto
icastico del Santo - intendeva aiutare il fedele a vestirsi dei sentimenti che furono in
Cristo Gesù, "obbediente a Dio Padre fino alla morte di Croce (Fil 7,8).
È difficile risalire agli anni precisi della prima formulazione del pio esercizio, nato
nel clima della devotio moderna. Nel 1337, al Capitolo generale di Cahors, era stata
istituita la festa liturgica delle Stimmate di San Francesco. In un documento del 1600 la
paraliturgia è detta "Litanie di Gesù", per il ritmo ripetitivo dei testi
principali, contemplativi del Redentore e di Francesco, segnati dalle ferite, prezzo della
Redenzione. Oggi è nota come "Corda pia" ("I Cuori pii") dalle prime
parole che aprono l'inno processionale iniziale. La formula adottata fino a qualche
diecina di anni fa risaliva alla seconda metà del '600, dovuta al pio Ministro Generale
dell'Ordine Filippo Gesualdi da Castrovillari, che l'aveva rinnovata utilizzando testi
più antichi.
Secondo il cerimoniale dell'Ordine del 1631, redatto in ottemperanza alle Costituzioni
Urbane del 1628, veniva celebrata tutti i venerdì dell'anno, esclusi quelli vicini a
Pasqua e Natale. Durante i secoli, frati Maestri di Cappella famosi hanno musicato i
testi, rendendo il pio esercizio sempre più suggestivo e celebrato non solo dai frati e
fedeli di Assisi.
La Corda pia rimane la più antica delle devozioni al Cristo Crocifisso conosciute oggi
nell'Ordine francescano, ed è unica nella intenzione di abbinare il tema delle stimmate
di Cristo e di Francesco d'Assisi. La legittimazione teologica e spirituale della funzione
paraliturgica si fonda in quel di Pietro Apostolo: "Con le sue piaghe noi siamo stati
Salvati" (I, 2, 24).
Certamente ri-formabile in alcuni suoi punti (testi biblici e francescani) secondo il
gusto dei tempi, il pio esercizio della Corda Pia viene offerto ancora oggi a frati e
popolo come particolare momento contemplativo quaresimale. Una sua celebrazione ottimale
non può prescindere da una catechesi che aiuta nella riscoperta del suo spirito e dei
suoi intenti originari, più che mai proponibili per la loro validità evangelica e
originalità francescana.
Inno Corda Pia inflammantur
S'infiammano i cuori devoti
Mentre di Francesco si celebrano
I gloriosi segni della Passione
Non ci accada di gloriarci
Se non della Croce salvifica,
sull'esempio di Francesco.
Infatti sul monte l'uomo pio,
vigile, nudo e pieno di zelo,
si abbandona a gemiti inesprimibili. |